Топ-100
Indietro

ⓘ Gioco. Per gioco, in etologia, psicologia, e altre scienze del comportamento, si intende unattività di intrattenimento volontaria e intrinsecamente motivata, sv ..



Gioco
                                     

ⓘ Gioco

Per gioco, in etologia, psicologia, e altre scienze del comportamento, si intende unattività di intrattenimento volontaria e intrinsecamente motivata, svolta da adulti, bambini, o animali, a scopo ricreativo. Nella lingua italiana, la parola "gioco" viene anche impiegata in modo più specifico, riferendosi ad attività ricreative di tipo competitivo, e caratterizzate da obiettivi e regole rigorosamente definite.

                                     

1. Gioco infantile

Il concetto di gioco si è nel corso dei secoli trasformato. In ambito pedagogico è divenuto importante e fondamentale oggetto di studio. Il gioco è diventato lo strumento principale che accompagna la crescita e lo sviluppo del bambino. Il normale sviluppo delle capacità umane, così come la normale crescita degli animali superiori, è strettamente collegato alla quantità e alla qualità dei giochi che questi hanno la possibilità di attuare durante il loro sviluppo. Per tale motivo lessere umano, che si trova sul più alto gradino della scala evolutiva, gioca molto anche da adulto, giacché anche ladulto ha bisogno di momenti di evasione, rilassamento, scambio, confronto, arricchimento.

Durante letà evolutiva il gioco svolge svariate funzioni di tipo motorio, intellettivo, sociale, emotivo, affettivo. In particolare il gioco permette al bambino di allenare la mente e il corpo, sviluppare la fantasia, controllare lemotività. Giocando simpara a socializzare e comunicare in maniera efficace e adeguata sia con i coetanei, sia con gli adulti. Il gioco permette, inoltre, lo scambio immediato di cultura, informazioni e strategie tra le vecchie generazioni le nuove. Non sono da trascurare. Infine gli effetti terapeutici del gioco nelle tante occasioni nelle quali il bambino per motivi vari presenta disturbi psicologici più o meno gravi.

Gli strumenti del gioco sono tanto più efficaci quanto più sono semplici e scarsamente strutturati. Pertanto oggetti semplici come matite e fogli di carta, ma anche oggetti e sostanze naturali come mattoncini, pezzi di legno, pietre, sabbia, fango, acqua, sono notevolmente più adeguati e utili nel costruire dei giochi e, quindi, nellaiutare lo sviluppo del bambino, rispetto a strumenti complessi e sofisticati.

                                     

1.1. Gioco infantile I vari tipi di giochi infantili

Il bambino, quando presenta un normale sviluppo psico-affettivo e quando è a lui offerta questa possibilità, utilizza quotidianamente un gran numero di giochi:

  • Giochi senso-motori o giochi–esercizio: mirano a sviluppare le capacità motorie e sensoriali del bambino. Sono attuati già nelle prime settimane di vita da entrambi i genitori. Successivamente continuano a essere utilizzati in maniera autonoma, con la compagnia dei coetanei o con laiuto di adulti.
  • Giochi di costruzione: in questi giochi il bambino è stimolato a costruire degli oggetti che hanno delle particolari funzioni: un treno, un aereo, una barchetta, una casetta, un fucile, una spada e così via.
  • Giochi di abilità: durante questi giochi i bambini mettono a confronto la propria forza muscolare, labilità motoria, le capacità linguistiche, culturali o di memoria, la tenuta della loro attenzione, con quelle degli altri coetanei.
  • Giochi imitativi: in questi giochi i bambini imitano i genitori, gli adulti o i compagni più grandi imitando le loro attività come lavare, stirare, spolverare, cucinare, accudire a un bambino piccolo ma anche insegnare, costruire, guidare, aggiustare ecc.
  • Giochi rappresentativi: in questi i bambini cercano di rappresentare, da soli o con laiuto di qualche coetaneo, quanto hanno visto nella loro quotidiana vita di ogni giorno. I bambini possono giocare a rappresentare la scena di un film, un personaggio televisivo o dei fumetti, ma anche il comportamento e latteggiamento dei genitori e degli insegnanti.
  • Giochi compensativi: questi sono molto utili per affrontare e risolvere problematiche psicologiche legate alle proprie fragilità o alla scarsa autostima.
  • Giochi funzionali: mediante questi giochi il bambino riesce ad affrontare e poi a liberarsi di esperienze traumatiche, penose o inquietanti, rappresentandole in una situazione ben controllata.
  • Giochi immaginativi: utilizzando questi giochi il bambino costruisce con la propria fantasia ma anche con laiuto delle idee dei compagni con i quali sintrattiene, un mondo nel quale può liberamente dar sfogo ai suoi desideri, ai sogni e ai bisogni più profondi: di conforto, aiuto, sostegno. Mediante i giochi immaginativi può, inoltre, esprimere liberamente i suoi pensieri e i bisogni aggressivi e distruttivi.
  • Giochi di acquisizione: mediante questi giochi il bambino ha la possibilità di imparare nuovi e sconosciuti elementi culturali.

Nel giro di pochi minuti i bambini possono passare da un tipo di gioco a un altro, in base ai loro bisogni del momento. Questo meraviglia e stupisce gli adulti i quali, invece, tendono a utilizzare lo stesso gioco per un tempo molto superiore.

I giochi possono essere:

  • Guidati: sono quelli più amati e più valorizzati dagli adulti, anche se obbiettivamente non sono i più utili. In questi giochi uno o più adulti: genitori, insegnanti, educatori o altri, secondo degli obiettivi specifici, preparano, organizzano e poi propongono e attuano uno o più giochi che essi ritengono importanti per lo sviluppo intellettivo, morale o sociale del bambino. Il limite di questi giochi è che non sempre ladulto riesce a comprendere i bisogni più profondi e veri di un minore in un determinato momento. Pertanto vi è il rischio di proporre attività poco utili o addirittura controproducenti, rispetto alle necessità del piccolo in quel periodo della sua vita o in quella determinata situazione emotiva.
  • Solitari: sono attuati senza la compagnia di un altro. Questo non significa però che il bambino nel gioco solitario sia solo. In realtà, molto spesso egli, mediante la sua fantasia e la sua creatività, ha davanti o accanto a sé uno o più amici ma anche persone, animali e altre realtà immaginarie, le quali svolgono svariate funzioni. A volte queste persone o animali immaginari hanno lo scopo di aiutare e collaborare con il piccolo, altre volte gli permettano di portare avanti un dialogo intenso, in alcuni casi aggredendo, contrastando o limitando il bambino gli permettono di manifestare la sua rabbia, la sua aggressività e i suoi bisogni di difesa della propria personalità e della propria autonomia. I giochi solitari possono essere indice di qualche patologia solo se il bambino tende a utilizzarli in maniera eccessiva, senza che siano alternati a dei giochi liberi effettuati con i coetanei.
  • Liberi: In questi i bambini sono completamente liberi di organizzare e condurre il gioco o i giochi desiderati in quel momento senza alcuna interferenza da parte degli adulti. Pertanto sono essi che scelgono il compagno o gli amici con i quali giocare, il tipo di gioco, gli strumenti da utilizzare. I bambini, inoltre, sono liberi di stabilire loro stessi le regole dei giochi ma anche quando e come terminarli. In questo caso gli adulti hanno solo la funzione di dare ai bambini il tempo e gli spazi necessari per organizzare e condurre i giochi. La libertà di scelta è però condizionata dai bisogni reciproci, per cui il bambino impara ad accettare, rispettare e a tenere nella giusta considerazione le idee, le proposte e i bisogni dei compagnetti e ciò è fondamentale per lo sviluppo delle capacità sociali.
Purtroppo la possibilità di effettuare questo tipo di giochi, soprattutto nelle grandi città, è oggi molto scarsa, a causa di molte condizioni negative: mancanza di spazi idonei, aumento delle ansie e paure genitoriali, eccessiva valenza data allo studio e alla scuola, calo delle nascite, uso eccessivo degli strumenti elettronici, scarsa presenza dei genitori in casa e nella vita quotidiana dei figli e così via. Dice A. Oliverio Ferraris: Questo tipo di giochi è prezioso e augurabile per i bambini normali o con lievi turbe psicologiche ma non è possibile per i bambini i quali presentano problematiche psicologiche di una certa rilevanza. In questi casi questi bambini particolari, non riuscendo a modellarsi sui bisogni le necessità dei coetanei rischiano di subire continue frustrazioni, che, a loro volta, fanno peggiorare la loro condizione psicologica.
  • Liberi e autogestiti: questi giochi sono completamente gestiti dal bambino che può, di volta in volta, scegliere il tipo di gioco, la sua durata, i giocattoli o gli strumenti da utilizzare, il luogo nel quale condurre lattività, le parole o il silenzio con i quali accompagnare il gioco ecc. Ladulto che gli è vicino, il quale può essere un terapeuta, un genitore, un insegnante o un altro educatore, ha però unimportante funzione, che è quella di offrire una presenza amichevole, calda, affettuosa, vicina, accogliente, così da essere di aiuto, sostegno e supporto al bambino durante lo svolgimento della sua attività, qualunque essa sia. L’adulto eviterà pertanto di criticare quanto effettuato dal minore, anche se l’attività svolta da questi potrà a lui apparire ripetitiva, inutile, sciocca, poco costruttiva o anche scarsamente educativa, come quando, ad esempio, il bambino ha bisogno di manifestare la sua aggressività verso taluni oggetti come le bambole e gli animali mordendoli o maltrattandoli pesantemente. Pertanto gli interventi dell’adulto dovranno essere limitati a evitare soltanto che si faccia veramente male o che faccia del male agli altri. Il vero leader del gioco resta sempre il bambino. In questo tipo di gioco terapeutico l’adulto eviterà anche di parlare o di gesticolare eccessivamente in modo tale da non guidare e indirizzare il bambino mediante le sue parole e i suoi gesti, lasciando a questi il più ampio spazio possibile nella comunicazione. Questi giochi si è visto essere molto utili nel caso di bambini affetti da disturbo autistico o che presentano importanti problematiche psicologiche con conseguenti gravi conseguenze sul piano dell’attenzione, dellintegrazione e della socializzazioneQuesti giochi, in definitiva, permettono a questi bambini di migliorare il rapporto che essi hanno con i genitori e gli adulti in genere e questo permette loro di acquisire una maggiore sicurezza, serenità e fiducia in se stessi, nelle persone a loro care e negli altri.

Per quanto riguarda letà, i giochi possono essere eseguiti con il gruppo dei pari o con bambini che hanno unetà maggiore o minore. Mentre il bambino normale preferisce giocare con i coetanei i bambini con disturbi psicologici a causa dei loro limiti preferiscono giocare con i bambini di età maggiore o minore, poiché i più grandi, quando riescono a instaurare un atteggiamento paterno o materno, sono più accettanti e comprensivi. Per il bambino disturbato è più facile giocare con i bambini più piccoli giacché questi, proprio perché più piccoli, hanno minori pretese e sono meno giudicanti.

                                     

2. Filosofia

Nellantichità, Aristotele accostò il gioco alla gioia e alla virtù, distinguendolo dalle attività praticate per necessità. Immanuel Kant definì il gioco unattività che produce piacere, classificabile in gioco di fortuna, gioco di arte e musicale, gioco di pensieri. Nemmeno la natura è priva di manifestazioni di giochi, quali le sovrabbondanze, le superfluità; Friedrich Schiller riconobbe in questo fenomeno la manifestazione del gioco estetico. Inoltre affidò al gioco la funzione di tramite per raggiungere la libertà e lespressione della fantasia.

Nellopera Homo ludens 1938 il filosofo olandese Johan Huizinga concentra la sua attenzione sul gioco come complesso sistema culturale: "ciò non significa che il gioco muta o si converte in cultura, ma piuttosto che la cultura, nelle sue fasi originarie, porta il carattere di un gioco; viene rappresentata in forme e stati danimo ludici: in tale "dualità-unità" di cultura e gioco, gioco è il fatto primario, oggettivo, percepibile, determinabile concretamente; mentre la cultura non è che la qualifica applicata dal nostro giudizio storico dato al caso."

Gregory Bateson, invece, individua lessenza del gioco nel suo essere metalinguaggio: dato che i giochi sono qualcosa che "non è quello che sembra", perché unattività ludica sia veramente tale ogni giocatore deve poter affermare: "Questo è un gioco", cioè ci deve essere la consapevolezza che lazione è fittizia e che "meta-comunica" questa sua finzione. La metacomunicazione, quindi, per Bateson serve per rivelare la natura del "come se" del gioco, e la sua creazione di un mondo irreale in cui azioni fittizie simulano azioni reali.



                                     

3. Psicologia

La psicologia ha visto nel gioco il protagonista dello sviluppo psicologico e soprattutto della personalità del bambino.

Il primo ad occuparsene fu Sigmund Freud, che rintracciò nei giochi del maschio, il tentativo di imitare il padre e ricoprirne il suo ruolo, mentre con i suoi giochi la femmina cerca di attuare quellautorità che le viene negata. Freud segnalerà lattivazione, durante i giochi dei bambini, del processo di identificazione. Il gioco è in grado di aiutare i bambini a superare le loro paure, perché gli consente di trasferire loggetto del timore su un altro oggetto, familiare e quindi non pericoloso.

Per molto tempo si sono contrapposte sullargomento due teorie praticamente opposte: quella del "post-esercizio" di Edward H. Carr, per cui lattività ludica servirebbe a ottimizzare una nuova dinamica comportamentale, e quella del "pre-esercizio" di Karl Groos, che vede il gioco come momento propedeutico alla vita adulta.

Queste due teorie sono state armonizzate da Jean Piaget, che riconosce al gioco una funzione centrale nello sviluppo di una sfera cognitiva personale e della personalità.

Un ulteriore affinamento dellinterpretazione dellattività ludica viene dallo psicologo russo Lev Vygotskij, che considera il gioco anche come forza attiva per levoluzione affettiva ed umana del ragazzo, non solo cognitiva come in Piaget.

Vygotskji critica anche le visioni del gioco come attività non finalistica e non produttiva, in quanto, seppur atto totalmente gratuito, costituisce un eccezionale elemento di crescita e di definizione della struttura di personalità in tutti i suoi aspetti.

                                     

4. Sociologia

Per quanto riguarda la prospettiva sociologica, Roger Caillois definisce lattività del gioco come:

  • Fittizia: consapevole della sua irrealtà.
  • Regolata: con regole che sospendono le leggi ordinarie;
  • Incerta: lo svolgimento e il risultato non possono essere decisi a priori;
  • Improduttiva: non crea né beni, né ricchezze, né altri elementi di novità;
  • Separata: entro limiti di spazio e di tempo;
  • Libera: il giocatore non può essere obbligato a partecipare;

Sempre Caillois propone una classificazione dei giochi in base a quattro categorie:

  • Giochi di azzardo alea: tutti i giochi dove il fattore primario è la fortuna
  • Giochi di competizione agon: in genere, tutte le competizioni, sia sportive che mentali
  • Giochi di simulacro mimicry: i cosiddetti "giochi di ruolo" dove si diventa "altro"
  • Giochi di vertigine ilinx: tutti quei giochi in cui si gioca a provocare noi stessi

Sulla base di queste classificazioni, Caillois costruisce una sociologia che parte dai giochi in quanto "segni" profondamente connotati, sintesi dalle caratteristiche delle diverse concezioni del mondo delle società in cui sono in uso.

                                     

5. Diffusione

In Italia

Nei primi anni duemila alcuni studi misurarono sperimentalmente il fenomeno dellinterruzione della trasmissione orale dei giochi tradizionali, a favore di nuove forme di socializzazione nellinfanzia.

Lassenza di adeguati spazi pubblici nelle metropoli, il rischio della droga e delladescamento da parte dei pedofili, la difficoltà per le madri lavoratrici di esercitare un controllo diretto soddisfacente sul tempo libero dei loro figli, sono fattori che hanno indotto ad abbandonare il gioco nelle strade e nelle piazze, a cercare ambienti domestici chiusi e protetti, limitati a persone fidate, spesso ricorrendo a figure specializzate come animatori, pedagogisti e assistenti sociali.

Dizionario

Traduzione
Free and no ads
no need to download or install

Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

online intellectual game →